Homo Digitalis: Metamorfosi dell'identità

L’identità è ciò che ci definisce, di fronte allo sguardo altrui non meno che di fronte al nostro stesso sguardo. Non è facile darne una definizione che ne catturi la natura elusiva: Stefano Rodotà parla di un “pozzo profondissimo”, nel quale molti evitano di sporgersi, benché lo sporgersi sia ineludibile. Anche perché l’età digitale, che è il nostro tempo, dell’identità sconvolge così tanto i confini e l’estensione da dar luogo a un vero e proprio scatto evolutivo, a una metamorfosi della specie uomo. Non siamo più soltanto corpo, psiche, tempo vissuto, relazioni: siamo anche entità digitali immerse in una infosfera, come insegna Luciano Floridi. È il caso di spaventarsi? No, certo. Ma l’inquietudine, come sempre, possiamo vincerla soltanto a patto di non rinunciare a riflettere su ciò che ci sta accadendo.

In platea anche tanti ragazzi delle superiori: e subito la lezione ex cathedra si trasforma in un serrato processo al nostro tempo, con le sue sfide e le sue opportunità ma anche con i suoi Scilla e i suoi Cariddi, che non mancano. Con le sue Sirene anzi, in una terra, quella di Massa Lubrense nella penisola Sorrentina, che porta ancora addosso l’impronta fortissima del viaggio di Odisseo.

Ho registrato tra i ragazzi una consapevolezza eccezionale, non soltanto sull’uso e la gestione della rete e dei social, ma sui temi di fondo della rivoluzione digitale: dal mutare dei rapporti al timore che l’uomo perda la sua centralità in un mondo dominato dalla macchina.

Il mio messaggio in due parole: non abbandonare l’approccio critico, ma non lasciarsi dominare mai dalla paura. Aprirsi al mutamento e al dialogo con il nuovo, allargare i confini del mondo sperimentato in prima persona, insomma VIVERE il tempo presente standoci dentro il più possibile.

Conference BookSophia Festival della Classicità
Location Massa Lubrense, Italy
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