Eros e Bellezza

Ma quanto riesce a rappresentare questa nuova Italia il Festival della Bellezza di Verona? Tanto, tanto.

Non solo perché a pretendere di parlarci di Eros e Bellezza sono 23 maschi su 25 ospiti, 23 mascheroni tutti o quasi rigorosamente bianchi, etero, almeno cinquantenni, benpensanti, prodotti di quella cultura borghese che ha costruito il suo brand sulla distanza dal pop ma che è invece risciacquatura o poco più.

Ma anche perché, nel più classico degli scippi all’italiana, il festival non si fa scrupolo di appropriarsi delle opere dell’altrui ingegno, quelle dell’artista Maggie Taylor, le cui immagini campeggiano nella locandina, sul sito, sui social, senza che alcun credito le sia riconosciuto, senza permesso e senza rimpianto. Un furto in piena regola, una violenza. E ancora una volta la vittima è una donna.

Dovevamo uscirne migliori, dicevano.Ma quanto riesce a rappresentare questa nuova Italia il Festival della Bellezza di Verona? Tanto, tanto.

Non solo perché a pretendere di parlarci di Eros e Bellezza sono 23 maschi su 25 ospiti, 23 mascheroni tutti o quasi rigorosamente bianchi, etero, almeno cinquantenni, benpensanti, prodotti di quella cultura borghese che ha costruito il suo brand sulla distanza dal pop ma che è invece risciacquatura o poco più.

Ma anche perché, nel più classico degli scippi all’italiana, il festival non si fa scrupolo di appropriarsi delle opere dell’altrui ingegno, quelle dell’artista Maggie Taylor, le cui immagini campeggiano nella locandina, sul sito, sui social, senza che alcun credito le sia riconosciuto, senza permesso e senza rimpianto. Un furto in piena regola, una violenza. E ancora una volta la vittima è una donna.

Dovevamo uscirne migliori, dicevano.

Pubblicato su Eventual Consistency