Strategia italiana in materia di tecnologie basate su registri condivisi e blockchain: qualche appunto

Un documento di 32 pagine scritto da 30 esperti in 514 giorni (dal 21 gennaio 2019 a oggi), meno di una parola al giorno per esperto: è la meditatissima strategia italiana su blockchain e DLT messa oggi (e fino al 20 luglio) in consultazione pubblica dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Qualche appunto a caldo:

  1. Il documento distingue correttamente tra blockchain e DLT, individuando le prime come una sottoclasse delle seconde e referenziando la tassonomia che si sta costruendo a livello internazionale, e soprattutto evitando prese di posizione tecno-manichee. Come ribadisco ormai da due anni, blockchain e DLT sono entrambi modelli validissimi ciascuno nel suo ambito di applicazione.
  2. Buono il raccordo con le iniziative europee (EBSI) e con gli altri stakeholder nazionali. In generale sulla governance occorre adottare un approccio snello e multistakeholder evitando l’istituzione di organismi ad hoc.
  3. Manca una rassegna esaustiva dei settori d’applicazione oltre quelli ormai scontati (filiera, infrastrutture critiche, energia, IP, fintech): penso ad esempio all’healthcare, all’open innovation, al drafting normativo.
  4. Buona la promozione di iniziative di partenariato pubblico/privato per lo studio e l’attivazione di piattaforme volta alla creazione di ecosistemi e reti d’impresa.
  5. L’immancabile riferimento all’economia circolare e all’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile va approfondito: così com’è, è aria fritta.
  6. Identità digitale, autenticazione, KYC: la parte più delicata perché rappresenta il raccordo tra mondo decentralizzato e mondo centralizzato. Va sviluppata. Il richiamo alla Self Sovereign Identity va contestualizzato e agganciato alle iniziative EU in materia (single digital gateway).
  7. La parte regolatoria non va oltre la classica trattazione sulle criptoattività e sull’antiriciclaggio. Buono il raccordo con il D.L. n. 34/2019 (poi convertito in legge) che ha previsto l’istituzione di sandbox per il settore fintech, ma da sviluppare.
  8. Buone le raccomandazioni sullo sviluppo di servizi pubblici basati su blockchain e DLT: infrastrutture ad alte prestazioni, velocità delle transazioni, scalabilità e capacità dei network ottimizzati per la tipologia di dati, servizi, applicazioni e utenti da gestire; un’appropriata gestione del ciclo di vita dei dati; certezza giuridica e regolamentazione efficace.
  9. Quasi nulla sotto il profilo cybersecurity: gravissima lacuna.
  10. Nota metodologica: il documento va pubblicato su una delle due piattaforme nazionali per le consultazioni pubbliche (partecipa.gov.it e docs.italia.it), le quali rispondono peraltro a tutti i criteri stabiliti ex lege (accessibilità, testo strutturato, etc) e non distribuito come PDF con i commenti da inviare a un indirizzo mail del MISE.
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