Immuni: non serve il 60%

CI SIAMO SBAGLIATI: perché l’app Immuni sia efficace non serve che la usi il 60% degli italiani (inclusi bambini e anziani: obiettivo in pratica irraggiungibile), ma anche percentuali di molto inferiori generano un effetto positivo.

Lo afferma un nuovo studio dell’University of Oxford il quale esamina diversi modelli di tracciamento (sei scenari, per l’esattezza) e conclude che comunque “the app has an effect at all levels of uptake”. Insomma, come scrivevo nei giorni scorsi, se anche una notifica servirà a salvare una vita, ne sarà valsa la pena.

Questo di certo non significa che una piattaforma digitale possieda di per sé virtù salvifiche, ma stento a capire la ratio di intaccare il consenso su uno strumento che è parte di un processo più ampio (test treat track) con la motivazione che quel processo nella sua interezza non sarebbe oggi adeguatamente governato. Se così fosse, concentriamoci sul rafforzare gli anelli deboli della catena, non sull’indebolire quelli forti. Quelli che scelgono la seconda strada, indipendente dai fini su cui neppure voglio soffermarmi, devono avere ben chiaro che stanno giocando con vite umane.

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