Una vittoria per l'Europa

La vittoria di stamattina è una vittoria dell’idea di Europa, che non è la troika della vulgata sovranista ma un organismo vivo in grado di superare le fisiologiche tensioni tra le sue parti in nome di un interesse comune, che sa che la sopravvivenza dell’insieme è affidata alla sopravvivenza di tutte le sue parti.

Ma la vittoria di stamattina è anche una vittoria del governo, che nonostante le resistenze e negoziando su tavoli multipli è riuscito a dimostrare la necessità di un accordo più vantaggioso per tutti, mentre in Italia c’era chi, anche tra le file dei liberisti, sosteneva le ragioni dei frugali. Qui a Bruxelles erano le 05:32 quando, dopo quattro giorni e quattro notti, Giuseppe Conte, Enzo Amendola, Maurizio Massari e Pietro Benassi portavano a casa un risultato molto positivo non solo per il nostro Paese, ma per l’Unione nel suo insieme. La von der Leyen ha riconosciuto che grazie all’accordo l’Europa ha la possibilità di uscire più forte dalla crisi.

L’Italia si conferma così il beneficiario maggiore del Recovery Fund con 209 miliardi in totale, ripartiti in 82 miliardi in sussidi a fondo perduto e 127 miliardi in prestiti. Una quantità enorme di liquidità giustificata anche dalle previsioni disastrose sull’andamento della nostra economia: -12% di PIL . Ora abbiamo il compito e la responsabilità di pianificare l’allocazione di queste risorse per la crescita e non solo per l’emergenza, non sprecandole in ammortizzatori sociali finalizzati unicamente al consenso elettorale di classi improduttive ma impiegandole in ricerca, innovazione, adeguamento infrastrutturale, transizione digitale ed energetica. Si apre una stagione di riforme senza precedenti e spetta a noi italiani, a Roma e a Bruxelles, non sprecare l’occasione.

Pubblicato su Eventual Consistency