Sindaci contro (il 5G)

La via italiana al 5G: da un lato il piano Colao che propone di riportare (in rialzo) ai limiti europei i livelli di emissione consentiti, riducendo quindi il numero di stazioni radio con un impatto positivo su costi, anche a carico dello Stato, e ambiente. Dall’altro l’amara realtà: i sindaci italiani che hanno firmato ordinanze “contro” sono oltre mezzo migliaio.

Per Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente Anci, i sindaci hanno il compito di mediare tra l’interesse del Paese e le paure della gente. Lo Stato stia allora dalla loro pare attraverso campagne di comunicazione efficaci e trasparenza assoluta sulla strategia di roll-out, anche dal punto di vista della politica industriale (evitare selezione avversa in favore dei grandi operatori) e delle sovrapposizioni geopolitiche.

Lo Stato sia però anche fermo nell’impedire la polverizzazione del processo decisionale ed esecutivo che non può consegnare l’innovazione di un’infrastruttura strategica nelle mani di disinformati o in malafede. Dopodiché, i sindaci che scelgono comunque la strada del dissenso vengano chiamati a risponderne quanto meno in sede amministrativa.

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