Nata sotto maligna stella

Pezzo dopo pezzo il quadro si completa. Tre ore fa il codice sorgente dell’app Immuni pubblicato su GitHub sotto licenza libera si arricchiva del backend. Scritto bene? Scritto male? È in grado di fare quello che ci hanno promesso? Il codice è là, a disposizione di chiunque voglia esaminarlo o, meglio ancora, dare una mano a migliorarlo.

Nel frattempo, l’ossidata generazione dei custodi di un concetto di digitalizzazione all’italiana talmente bizantina nelle sue pretese di salvare sempre e comunque capra e cavoli da essere, di fatto, irrealizzabile, quella generazione, dico, continua ad accapigliarsi sul sesso degli angeli.

Nata sotto maligna stella, canta Otello di Desdemona prima di uccidersi. Idem dicasi di Immuni. Nel belpaese qualsiasi tentativo di innovazione (buono o cattivo, non importa) diventa terreno di scontro di schiere di personaggi in cerca d’autore che tutto hanno da guadagnare nel mantenere lo status quo discettando in punto di diritto, accampando nobili motivi: trasparenza, privacy, sottintesi e ammiccamenti a conflitti d’interesse inconfessabili, partigianerie varie, lanzichenecchi e bravi d’ogni colore. Nel frattempo le big tech fanno il bello e il cattivo tempo, decidono loro per noi e calano in Italia come mosche sul miele. I giochi, sì, sono altrove.

E anche il cuore del dibattito, intanto, si era lentamente spostato su GitHub, piattaforma collaborativa universale che per chiunque sviluppi software è come Facebook per voialtri: mentre i pasdaran di cui sopra, forti delle loro rendite di posizione su giornali blog e samizdat, non essendosi mai data la pena di costruirsi gli strumenti per comprendere un mondo fatto di issue, branch, pull-request e bug continuavano a scagliare i loro anatemi ragionando del nulla, su GitHub si discuteva tra sviluppatori e community su architettura dell’applicazione, sicurezza, accessibilità, user experience e così via. Lo so perché a quelle discussioni ho contribuito anch’io.

Perché l’open source è anche questo, se lo vogliamo: terra di scontro a modo suo, ma solo per chi alla sensibilità politica e sociale per capire il momento che viviamo sa unire la sapienza tecnica. Sapienza, non banausia. Per tutti gli altri, per quelli che tanto la scienza non pensa, ci sono sempre i giornali.

Pubblicato su Eventual Consistency