Silvia Romano libera

Un Paese che pretende di imporre a una donna come dovrebbe vestirsi e in cosa credere, che ciancia di conversione all’Islam anziché di adesione all’Islam come se un’italiana potesse fare quella scelta soltanto come abiura di una fede naturaliter implicita nell’italianità (quella cattolica, presumo), come se l’Islam in sé fosse qualcosa di talmente alieno da un “noi” che la libera decisione di aderirvi si può concepire soltanto come una specie di sindrome di Stoccolma.

Un Paese così è un Paese che sceglie e rinnega a sua volta: che rinnega i principi sanciti nella sua Costituzione e che sceglie esplicitamente di mettersi ai margini della storia.

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