Festeggiare il patriarcato

Ditemi se nel 2020 dobbiamo ancora sdilinquirci a celebrare una ricorrenza che imprigiona le donne in un ruolo istituzionalizzato fuori dal quale (perché questo è il sottinteso) esse sono incompiute o degeneri. In un Paese, per di più, che è tuttora imbevuto di una religiosità secondo la quale la donna avrebbe dignità solo in quanto madre, e che declina la divinità invariabilmente al maschile patriarcale.

E allora si capiscono anche i risultati di sondaggi come quello sul Corriere di qualche giorno fa.

Per quanto mi riguarda, auguri alle madri ma auguri ancora più di cuore alle donne che non sono madri perché scelgono di non esserlo in pieno esercizio della propria libertà di occuparsi di altro nella vita (vivaddio) e a quelle che non possono esserlo, per un qualsiasi motivo: non ultimo, la contraddizione di una società che ancora impone la scelta tra famiglia e carriera come se davvero le due cose fossero un aut aut e non, per donne e uomini alla pari, serenamente complementari.

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