Fosse Ardeatine

Ieri si sono riempiti tre quarti di secolo da quel giorno delle Fosse Ardeatine.

Se ne è parlato quel tanto che era dovuto, credo per appagare la coscienza civica o individuale che sia.

Io però la ricordo bene la prima volta che ci andai. Agosto era, quasi la fine, con l’aria piena di cicale. Dentro l’area sacra ho visto i cunicoli dove passarono in trecentotrentacinque, e poi un monolite smisurato che copre il reticolo delle sepolture. Trecentotrentacinque.

Ho vissuto anch’io, anch’io ho sentito.

Epifania della catastrofe, come ad Auschwitz. Ma ad Auschwitz c’è l’oltranza di un orrore non dicibile, qui invece hai una tragedia che riesci a misurare, a contare. A toccare, tomba per tomba.

Ricordare basta ad evitare che questo si ripeta? Non so, io non lo so. Ma smettere di ricordare è poco meno che essere complici.

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