Aperture

Alla vigilia del Ramadan mi piace ripetere che sulla spartitura tra “noi” e “loro” io non ci sono mai stato, e non ci starò mai. Vivere per anni in uno dei quartieri più multiconfessionali d’Italia (Torpignattara, a Roma) mi ha dimostrato che costruire un dialogo tra istanze e “lògoi” diversi non soltanto è possibile, ma vitale; se non vogliamo un futuro fatto solo di muri, di ghetti, di monadi smarrite nell’incomprensione reciproca.

E allora azzardo una provocazione, e vi invito, amici, a non rifuggire dalla dimestichezza con riti di confessioni diverse da quella in cui ci riconosciamo, se ne abbiamo una. Perché attraverso la pratica comune del rito, che apre alla trascendenza ma avviene sempre attraverso il corpo, a contatto con il corpo altrui, si matura una conoscenza profonda, non esterna, dell’altro; ed è il miglior antidoto alla paura.

Pubblicato su Eventual Consistency