Democrazia

Non c’è dubbio che oggi i sistemi democratici manifestino inequivocabili segni di stanchezza; mentre le lusinghe di altre forme di ordinamento, meno gravate di vincoli, si fanno più insistenti in un mondo che esige contemporaneamente prontezza di riflessi e capacità di visione a lungo termine. E il pericolo, intrinseco nel suffragio universale, che il popolo smarrisca il senso della sua sovranità e la propria coscienza dialettica per farsi sedurre dal demagogo di turno non possiamo certo nascondercelo.

Io, però, insisto nel ritenere che non esista costituzione migliore del governo di tutti: il quale, esigendo appunto la partecipazione consapevole di ciascuno al pubblico dibattimento, è un impegno didattico oltre che politico. Si cresce tutti insieme, delegando magari ai professionisti della politica e ai tecnici la produzione normativa, ma senza sottrarsi mai, nessuno di noi, al diritto-dovere di vigilare sull’indirizzo politico e sull’adempimento del contratto sociale che ne è la base.

Pubblicato su Eventual Consistency