Τὰ τῶν φίλων κοινά

William S. Burroughs, What the Hit Man Missed

«Τὰ τῶν φίλων κοινά, sono comuni le cose degli amici.»

Queste parole, esemplari della greca disposizione ad accogliere, ci invitano a coltivare con ostinazione l’apertura alla presenza, all’espressione, al pensiero degli altri: alle loro parole, ai loro corpi, ai loro odori raccolti lungo la strada o lungo una vita.

Privilegiamo dunque una libera, distesa fiducia verso il mondo. In chi ci vive accanto dobbiamo cercare innanzitutto un amico. Creandolo, educandolo, chiamandolo a noi, se occorre: gettando, in noi prima ancora che in lui, il seme del dialogo.

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