Progetti in evidenza

TimestamPy

TimestamPy utilizza la blockchain, tramite il progetto OpenTimestamps, per generare automaticamente un timestamp ogni volta che un documento viene creato, modificato o spostato in una cartella locale.

TimestamPy

TimestamPy utilise la blockchain, via le projet OpenTimestamps, pour générer automatiquement un horodatage chaque fois qu’un document est créé, modifié ou déplacé dans un dossier local.

TimestamPy

TimestamPy uses the blockchain, via the OpenTimestamps project, to automatically generate a timestamp every time any document is created, modified or moved into a local folder.

Se.C.O.Li (Servizi consolari on line)

The project aimed at filling in the gap between web-oriented, G2C services (such as the Se.C.O.Li platform) and the Ministry’s private infrastructure for consular assistance (SIFC).

News

Dati, non date

Nessuno è così sprovveduto da credere che non ci sia urgenza di progettare fin da subito il dopo, di tracciare già oggi la strada per tornare a una qualche forma di normalità per quando avremo intravisto la luce fuori dal tunnel. Una strada che sarà, ne siamo coscienti tutti, una strada in salita, di quelle dove chi è più debole rischia di non farcela.

24 marzo 1944

Il 24 marzo 1944 venivano ammazzati, a Roma presso le Fosse Ardeatine, 335 civili e militari italiani. A sangue freddo, nell’indifferenza di un momento in cui la vita umana valeva meno dell’ordine gridato da assassini in alta uniforme.

Blockchain ed Europa: tre passi avanti

Non è a cuor leggero che scegliamo di continuare a parlare di tecnologia mentre il Paese congela le sue attività produttive e chiede agli italiani di restare in casa per contrastare le dinamiche di contagio da SARS-CoV-2. E di certo a livello internazionale le cose non vanno meglio. Tuttavia, continuare a “sentire il polso” dello sviluppo tecnologico significa guardare al futuro, perché nel momento in cui ci troveremo impegnarci a far ripartire l’economia l’impulso maggiore non potrà che venire da investimenti significativi nell’innovazione.

Covid-19: tra pandemia e stato di diritto

Dati di geolocalizzazione, dati sanitari, modelli di diffusione delle epidemie, database aperti di articoli scientifici. Nel momento eccezionale che stiamo vivendo, ogni mezzo atto a contenere il contagio può apparire non solo desiderabile, ma lecito. E le prerogative e i diritti che “prima” eravamo abituati a considerare limite inviolabile ora sono, nella percezione diffusa, poco più che una zavorra.

DevSecOps: l’approccio agile alla protezione del dominio cibernetico – Parte 3

DevSecOps come paradigma di governance su larga scala. Attenzione alla sicurezza significa trasversalità dei flussi informativi, anche perché nel dominio cibernetico tanto chi attacca quanto chi si difende fa leva su una asimmetria informativa a proprio favore: chi si difende in quanto è in possesso di informazioni riservate sugli asset gestiti, chi attacca in quanto può disporre di informazioni (zero-day, ad esempio) ignote alla controparte. Tutto questo è vero nelle organizzazioni pubbliche e private di qualsiasi dimensione, ma è tanto più vero se allarghiamo il discorso all’ambito nazionale e sovranazionale.

DevSecOps: l’approccio agile alla protezione del dominio cibernetico – Parte 2

Security come codice. Il paradigma tradizionale considera ortogonali software e infrastruttura, intendendo quest’ultima come ambiente di supporto all’esecuzione del software stesso. Tuttavia, la convergenza di diversi processi di evoluzione tecnologica, di metodologica e operativa e di management ha eroso nel corso degli ultimi anni il confine tra i due mondi. Sul piano tecnologico, ad esempio, l’avvento del cloud, di tecniche di virtualizzazione e containerizzazione, di software-defined networking e software-defined storage ha consentito di svincolare le decisioni architetturali dal piano puramente fisico; sul piano delle metodologie, l’Agile nelle sue tante declinazioni e l’evoluzione nella gestione di servizi e operations (si pensi a come è cambiato nel tempo ad esempio il modello ITIL) ha introdotto l’approccio iterativo e il feedback “circolare” tra produzione, implementazione, progettazione. Sul piano del management, l’esigenza di rispondere con efficienza e tempismo alle sollecitazioni esterne ed interne e l’avvento di modelli organizzativi più snelli ha favorito la rottura dei silos tradizionali.

Admissibility of digital evidence in court

L’originalità, come requisito legale, è presente in molti settori del diritto civile degli Stati membri dell’UE. A prima vista, le tecnologie Blockchain, l’intelligenza artificiale e i big data, a causa dei loro aspetti tecnici, sembrano essere incompatibili con il requisito di originalità in quanto è stato sviluppato nelle leggi degli Stati membri dell’UE. Di conseguenza, l’ammissibilità procedurale delle prove prodotte e sviluppate attraverso queste tecnologie è stata messa in discussione. Alcuni Stati membri hanno preso iniziative legislative per superare tali problemi. Il gruppo di esperti intende valutare, attraverso l’esperienza di membri del panel di diversa provenienza, se tale incompatibilità sia concretizzabile e, in tal caso, quali requisiti legali dovrebbero essere presi in considerazione dai responsabili politici per garantire che le prove prodotte con queste tecnologie possano essere ammissibili in tribunale. Tra gli altri, il panel prenderà in considerazione le seguenti domande:

IOThings Rome 2019

Quando parlo di digital transformation, ad imprenditori o a dirigenti pubblici, non riesco mai a dimenticare dimenticare quanto cruciale sia il ruolo dello Stato. E dicendo Stato mi riferisco esplicitamente a tre livelli: all’indirizzo politico, alle amministrazioni centrali, e infine a quelli che Michael Lipsky chiama street-level bureaucrats, quei punti terminali con cui cittadini e imprese si scontrano ogni giorno.

Non è una questione di bit: per un’educazione al digitale

Hannah Arendt in “La condizione umana” ci invita ad occuparci «di ciò che facciamo», ossia del nostro modo di stare nel mondo: qui e adesso, in questo “pezzo” di storia. E allora la dimensione digitale diventa imprescindibile: che non è familiarità con device e smartphone, ma una dimensione profonda dell’essere, rinnovo di paradigmi in cui espressione, cognizione, socialità, lavoro, politica si ritrovano ad essere pratiche antiche mediate da strumenti nuovi. Educare al digitale significa allora educare a un modo consapevole di vivere il proprio ruolo nel tempo presente, come antidoto sì alla tecnocrazia ma anche alla pulsione iconoclasta degli apocalittici: in altre parole, come salvaguardia della democrazia.