Coerenza eventuale

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Fossili

Sto notando una cosa. Il salto quantico che stiamo vivendo, il fast forward nell’età virtuale che il virus ci sta bene o male costringendo a fare ha scatenato un’imponente reazione immunitaria nell’organismo invecchiato del nostro Paese. Va detto che le giravolte del governo sull’app Immuni e le alzate d’ingegno su braccialetti elettronici (e perché no, chip sotto pelle) per allevare giovani sorvegliati di certo non aiutano.

HTTPS questo sconosciuto

Nel mondo digitalizzato post-pandemia la sicurezza dovrebbe essere la prima preoccupazione di ogni fornitore di servizi. E nel 2020 diamo per scontato che una connessione web sicura sia imprescindibile, e il protocollo HTTPS ubiquo, una commodity come l’accesso stesso a internet. Soprattutto se parliamo di servizi pubblici, magari di portali online di amministrazioni centrali dello Stato che peraltro ricadrebbero anche nel perimetro di sicurezza cibernetica.

La colpa dell’incomprensibilità

Devo dire che lo shitstorm su Silvia Romano non mi sorprende. Ma la colpa io non la darei ai social, rei di aver eretto un palcoscenico ai molti imbecilli che prima dovevano accontentarsi del bar sotto casa (il che non significa che i social non abbiano la loro parte di responsabilità, visto che sull’odio online ci hanno costruito il business). Anche perché quegli stessi social, usati come si deve, mi tengono in contatto quotidiano con le menti più brillanti in circolazione e con fonti di informazioni di prima mano.

Silvia Romano libera

Un Paese che pretende di imporre a una donna come dovrebbe vestirsi e in cosa credere, che ciancia di conversione all’Islam anziché di adesione all’Islam come se un’italiana potesse fare quella scelta soltanto come abiura di una fede naturaliter implicita nell’italianità (quella cattolica, presumo), come se l’Islam in sé fosse qualcosa di talmente alieno da un “noi” che la libera decisione di aderirvi si può concepire soltanto come una specie di sindrome di Stoccolma.

Festeggiare il patriarcato

Ditemi se nel 2020 dobbiamo ancora sdilinquirci a celebrare una ricorrenza che imprigiona le donne in un ruolo istituzionalizzato fuori dal quale (perché questo è il sottinteso) esse sono incompiute o degeneri. In un Paese, per di più, che è tuttora imbevuto di una religiosità secondo la quale la donna avrebbe dignità solo in quanto madre, e che declina la divinità invariabilmente al maschile patriarcale.

Danni collaterali

Questa, trasformata in nuvola di parole, è la lettera che Brian Chesky, CEO di Airbnb, invia ieri ai suoi dipendenti. Di 7500, 1900 verranno mandati a casa. È prevista una buonuscita, naturalmente: 14 settimane di paga base più una settimana per ogni anno di anzianità. E il portatile aziendale da portarsi via.

Cina verso criptovalute di Stato?

La Cina, dice il Guardian, avrebbe iniziato a sperimentare una valuta elettronica, la e-RMB, in diverse città la cui popolazione messa insieme sfiora quella italiana: Shenzhen, Suzhou, Chengdu, così come la nuova area a sud di Pechino (Xiong’an), e altre aree che ospiteranno alcuni degli eventi per le Olimpiadi invernali del 2022.

Quale sicurezza sul lavoro?

L’International Labour Organization celebra oggi la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro. Una sicurezza che nei prossimi mesi sarà messa a rischio come mai prima. Sia per il rischio oggettivo di contagio, sia per l’enorme fragilità che la COVID-19 ha iniettato nel nostro sistema produttivo.

Lavoro agile: è stato solo un sogno?

Ho paura che con la fatidica fase 2 riprenderà abbrivio l’invincibile moto retrogrado di certa classe imprenditoriale italiana. Già sento CEO e manager nella mia bolla (o per meglio dire, tra gli italiani della mia bolla) dichiarare sornioni: sì, sarò all’antica ma io i miei collaboratori/dipendenti/consulenti voglio vedermeli attorno. E pazienza se questo significa gravare sul bilancio aziendale per implementare misure di sicurezza ulteriori adeguate a proteggere i lavoratori. Pazienza se questo significa non poterli proteggere adeguatamente, quei lavoratori, che saranno comunque esposti a un rischio di contagio in itinere.

25 aprile

Oggi non è solo il settantacinquesimo anniversario della Liberazione, ma è anche il “meno otto” alla fine del lockdown. Da una parte una piccola liberazione, ma che sentiamo acutamente sulla pelle; dall’altra la solennità del rito più sacro della religione repubblicana.

Earth Day, il giorno dopo

Che io abbia trovato soltanto ora, passata da un pezzo la mezzanotte, il tempo per fermarmi a scrivere due righe sull’Earth Day, è sintomatico. Le giornate, ci avevano promesso, si sarebbero diluite in quest’esilio forzato dal mondo che ci siamo imposti. Avremmo rallentato abbastanza da poter pensare, farci domande, imparare a guardare oltre l’orizzonte quotidiano degli eventi. Questo tempo, innegabilmente tragico, sarebbe stato però anche un approdo, temporaneo ma prezioso.

I sommersi e i salvati

Da questa crisi mi pare ormai evidente che ne usciranno bene due categorie di soggetti: quelli che disponendo di asset, competenze e network sapranno cogliere le migliori occasioni speculative sui mercati finanziari nei mesi (e negli anni) a venire; e quelli che sapranno reinventare il proprio business rendendolo dapprima COVID-resistant, e poi permanentemente digitale.

Dammi tre parole

Una preziosa amica, Vera Gheno, stamane su Facebook ci invitava a scrivere i primi tre termini che ci vengono in mente pensando al momento che stiamo vivendo. Così, prima di dire la mia scorro la lista dei commenti e noto che la maggior parte delle parole proposte fanno riferimento a stati d’animo legati alla sfera dell’Io: paura, attesa, sospensione, impotenza, introspezione, distacco, inquietudine.

Rileggere "Platform Society"

Il digitale ha davvero trasformato l’azione collettiva in azione connettiva? Le grandi piattaforme globali, abitate non più dalla versione online del nostro io (concetto ormai di altre epoche, come insegna Luciano Floridi) ma dal nostro io in tutta la sua complessità mentre allarga gli interstizi tra digitale e fisico, abilitano davvero un modello nuovo di società?

Cos'è il carbon footprint digitale

Un recente paper su arXiv, ripreso poi dal MIT Technology Review, affronta il tema del carbon footprint digitale, con risultati che mi hanno sorpreso e preoccupato. L’addestramento di un modello di intelligenza artificiale di grandi dimensioni, nello specifico di quelli usati per la comprensione e la produzione del linguaggio umano (NLP), produce tanta anidride carbonica quanto cinque automobili dalla fabbrica allo sfasciacarrozze!

Voto ai sedicenni?

La proposta di Enrico Letta ha incontrato adesioni e dissensi, ma io personalmente non ho dubbi. Per me è sì. (E anzi oserei di più, abbasserei ancora la soglia.)

Corpi connessi

Chi ancora pensa in termini di dispositivi e di persone che li usano non ha capito nulla.

La politica metta al centro l'innovazione

Che questo governo possa diventare l’incubatore di nuovi soggetti politici in grado di rinnovare la classica alternanza italiana, i segnali ci sono tutti. A sinistra un giano bifronte in cui potrebbe trovare spazio un misto di istanze democratiche e di esperienze antisistema, al centro un partito riformista d’ispirazione socialdemocratica e socialiberalista, a destra una destra populista, sovranista e relativamente ostile all’innovazione, tranne che sotto forma di nuove piattaforme securitarie.

Fare digitale

Fare digitale significa pensare in termini di cooperazione. Di collaborazione. Di sinergie (permettetemi di usare una parola passata di moda).

Politica e tecnocrazia

Caldeggiare un governo di soli tecnici significa certificare il fallimento della politica, ammetterne l’incapacità a gestire la complessità del reale, e nello stesso tempo deresponsabilizzarla.

Coding per tutti: sì, ma quale?

L’introduzione al coding per tutti, nelle scuole o nel lifelong learning, è un’occasione straordinaria per prendere confidenza con i sistemi simbolici e le pratiche che fondano la nostra società dell’informazione. A un livello profondo, il “flirt” dell’homo sapiens con la formalizzazione e l’astrazione del linguaggio e con il pensiero automatico ha radici che si perdono nella notte dei tempi. Da Pāṇini a Chomsky, abbiamo sempre cercato la strada per depurare quella che Lacan chiamava lalangue, la lingua-pensiero originaria, dagli elementi individualistici e inesprimibili.

Senza filtro

Giuseppe Conte che prende metaforicamente a schiaffi Salvini dalla sua pagina Facebook, perché tanto «anche la corrispondenza d’ufficio tra la Presidenza del Consiglio e il Viminale viene poi riportata sui giornali e allora tanto vale renderla pubblica all’origine, per migliore trasparenza anche nei confronti dei cittadini», e lo accusa di “slabbrature istituzionali” scegliendo però una modalità di comunicazione che non è certo meno irrituale.

Storytelling a confronto

Sono a Malta per partecipare al Malta AI & Blockchain Summit 2019, mi guardo intorno e mi salta all’occhio il contrasto marcato, anzi la divergenza tra due modi di offrire uno stesso servizio: il trasporto via mare, il ferry-boat.

Emergenze

A Roma l’elemosiniere del papa, il cardinale Konrad Krajewski, che nella nativa Łódź forse faceva l’elettricista, si cala personalmente in un pozzetto, toglie i sigilli al contatore e restituisce acqua calda e luce ai 450 occupanti di uno stabile in via Santa Croce in Gerusalemme.

Censura privata

Facebook chiude 23 pagine capaci di diffondere a oltre 2 milioni di fan «informazioni false e contenuti divisivi contro i migranti, antivaccini e antisemiti, a ridosso delle elezioni europee». Pagine, pare, create e fatte crescere in aperta violazione dei termini d’uso della piattaforma.

Hackers

Quando si parla di hacking/hackers qualcuno storce il naso, ché qui da noi della parola si è sedimentato appena il senso più scadente, a indicare chi si infiltra, esibendo un certo grado di perizia tecnica, nei sistemi informatici altrui.

The Game

L’ultimo di Alessandro Baricco, The Game, specie di peana al meraviglioso mondo della rivoluzione digitale vista attraverso la lente della gamification, a voi è piaciuto?