Call. Epigr. 23

Traduzione da Callimaco / Translation from Callimachus

εἴπας 'Ἥλιε χαῖρε᾽ Κλεόμβροτος Ὡμβρακιώτης
ἥλατ᾽ ἀφ᾽ ὑψηλοῦ τείχεος εἰς Ἀίδην,
ἄξιον οὐδὲν ἰδὼν θανάτου κακόν, ἀλλὰ Πλάτωνος
ἓν τὸ περὶ ψυχῆς γράμμ᾽ ἀναλεξάμενος.

i.

Dal colmo di un muro
Cleombroto, di Ambracia,
saltò giù nell’Ade
irridendo al giorno.
Non sapeva alcun male
abbastanza grande
ma gli era capitato
lo scritto di Platone
intorno all’anima.

ii.

Aveva sfogliato le frasi
di Platone sull’anima.
Nella vita non gli era capitato
niente di troppo brutto.
Ma dalla cima di un muro
disse addio sole
Cleombroto d’Ambracia
e si tuffa nell’Ade.

iii.

Non l'aveva trattato così male
la vita ma poi gli infilò
tre le mani il libro di Platone
sull'anima.
E allora gridando addio
sole saltò Cleombroto d'Ambracia
saltò dal colmo di un muro
nell'Ade.