Il ministro della Transizione Ecologica Cingolani sul digitale:

Pensate al digitale, la digitalizzazione è una tecnologia fantastica se usata in modo intelligente ma anch’essa non è gratis energeticamente: si stima produca circa il 4% della CO2 totale, gli aerei fanno il 2%, il trasporto leggero fa l’8%, quindi il digitale ha un peso specifico consistente. Non occorre dunque sprecare una risorsa che va ben utilizzata e ha a che fare anche con i grandi programmi di fine vita del rifiuto elettronico.

Nonostante l’impronta globale del digitale sia leggermente sovrastimata, il ministro tocca un nervo scoperto. Disegnare, realizzare e tenere in esercizio infrastrutture digitali sostenibili è un’esigenza sempre più pressante e nello stesso tempo una faccenda complessa, che richiede un mix di competenze multidisciplinari e ha impatti profondi sulla governance e perfino sulla struttura finanziaria delle organizzazioni.

Per fare un esempio davvero minimo, il sito di Eutopian vanta un “badge” di The Green Web Foundation che certifica, attraverso euristiche, la sostenibilità ambientale dell’ambiente di hosting (per i curiosi, GitHub Pages). Ma anche sul tema delle certificazioni e del life-cycle assessment siamo ai primi vagiti.

In ogni caso verde e blu, per citare ancora una volta Luciano Floridi, convergono.