Pretendere che il nostro Sud campi soltanto di turismo è ingiusto e paternalistico.

Ingiusto perché il turismo incanala le energie produttive in una sola direzione e incatena a una rendita sul capitale che già si possiede: la storia, la cultura, il paesaggio, il cibo.

Paternalistico perché equivale ad assumere che il Sud non sappia costruire nulla di nuovo.

Però curare e valorizzare il patrimonio che una civiltà plurimillenaria ci ha consegnato per noi dev’essere un imperativo categorico. Non solo tenerlo in vita ma vivificarlo, costruirci attorno le nostre vite. Lo dobbiamo a noi stessi molto prima che ai turisti.