Il progetto e l’implementazione degli algoritmi è nello stesso tempo questione da specialisti e questione che riguarda tutti perché ridisegna nel profondo il patto sociale.

Fondamentale è la ricerca della “spiegabilità” sia della decisione algoritmica sia della decisione umana quando si discosta da quella dell’algoritmo, in altri termini quel “redress by design” dei sistemi binari umano-macchina introdotto da Stefano Quintarelli. Un problema, per inciso, enormemente complesso in termini teorici, computazionali, cognitivi, di processo, etc etc

Però vorrei rassicurare Frank Pasquale, gigante della cultura giuridica ma da sempre diffidente nei confronti della scienza scienza (forse per l’ascendenza italiana?). Non saranno gli algoritmi a distruggere la «cultura umanistica», anzi possono diventare il terreno di un nuovo incontro. Non subiremo «perdita di umano» ma ci arricchiremo di nuovi linguaggi (Floridi ma anche Wittgenstein) e di nuovo senso politico. Se saremo bravi a non rinchiuderci nelle scatole della «cultura umanistica» e della «cultura scientifica».