Perché OVH si presentava di fatto come l’unica alternativa europea ai big player americani (AWS, Google Cloud e Microsoft Azure), eppure la mancanza di una strategia seria di disaster recovery dimostra l’inconsistenza di queste velleità. Non nascondiamocelo: i grandi player esercitano la loro dominanza anche sul piano fisico, avendo la capacità finanziaria e logistica di schierare sul tavolo datacenter distribuiti e policy di failover altamente efficienti.

Come Eutopian chiediamo all’Europa la capacità di proteggere i propri asset tecnologici strategici imponendo policy di alta affidabiltà e alta resilienza e intervenendo ove necessario in sede finanziaria. OVH del resto aveva lanciato proprio un paio di giorni prima dell’incendio una IPO sulla borsa di Parigi che, se completata, sarà la più grande operazione in ambito tech mai tentata in Francia.

Non dimentichiamo mai che la rivoluzione digitale è fatta di infrastruttura fisica, asset finanziari e competenze. Il Digital Compass presentato dalla European Commission prevede di sviluppare un computer quantistico europeo entro il 2025, ma non trascuriamo l’importanza strategica assoluta di dotarci di un’infrastruttura cloud EU sicura e sostenibile.