Il 24 marzo 1944 venivano ammazzati, a Roma presso le Fosse Ardeatine, 335 civili e militari italiani. A sangue freddo, nell’indifferenza di un momento in cui la vita umana valeva meno dell’ordine gridato da assassini in alta uniforme.

Non dimentichiamola mai, la lezione della storia, e teniamo sempre alta la fiaccola dei diritti. Anche nell’emergenza, anche oggi. Nessun diritto si trasforma mai in zavorra: i diritti, ciascuno singolarmente e tutti insieme sono la rete di protezione contro l’emergere di pulsioni eversive, sempre in agguato nelle pieghe delle democrazie.

Stato di eccezione non può più significare sospensione dei diritti; significa invece lo sforzo di ricostruire la normalità in un equilibrio di diritti da ricostruire, se occorre, momento per momento. Non possiamo permetterci arretramenti sul terreno della democrazia.